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Professione camionista: difficoltà e come risolverle

6 novembre 2018

La professione del camionista è cambiata notevolmente nel corso degli anni, sia dal punto di vista dell’attività, che da quello della concezione del lavoro da parte dei nuovi aspiranti del settore.

Alcune cose sono migliorate, mentre altre hanno inesorabilmente finito per rendere questo mestiere più difficile e faticoso di quello che già non è.

 

Professione camionista: le difficoltà

Sono sempre meno gli autisti di camion tra i giovani, i quali hanno sempre meno interesse ad intraprendere questo tipo di mestiere: secondo un’inchiesta condotta da Trans.INFO, agenzia polacca per l’industria dei trasporti, nel 2025 in Europa il 34,4% dei camionisti avrà un’età media intorno ai 45-54 anni, seguito da un 27,8% che si aggirerà sui 35-44 anni, mentre solo un 14% avrà età inferiore ai 34 anni.

I motivi e le difficoltà che si incontrano che portano a questi risultati sono molteplici:

  • la concorrenza sleale da parte, soprattutto, dei paesi dell’Europa dell’est, dove gli autisti vengono pagati molto meno rispetto ai loro colleghi in tutto il resto del continente. Il risultato è che alle aziende il trasporto costa meno se richiesto a vettori dell’est, i quali accettano qualsiasi tipo di condizione e sono disposti a passare settimane e settimane lontani da casa;
  • i costi elevati per inserirsi nel settore: chi vuole diventare autista deve, infatti, fare patenti e ottenere qualificazioni come la CQC e ADR e solo dopo può iniziare a cercare lavoro come conducente, ma, se nn ha qualche risparmio da parte, non può investire nella formazione, creando un circolo vizioso;
  • i tempi di attesa molto lunghi: le attese di carico e scarico della merce sono lunghe e, spesso, vanno a compromettere il numero di ore di guida consentito, costringendo l’autista a passare la notte fuori casa;
  • è aumentato il traffico su strada e, in contemporanea, è diminuito il tempo a disposizione: con i nuovi strumenti per la telemetria, ogni spostamento del mezzo aziendale viene tracciato, così come viene monitorato il percorso e i tempi di percorrenza necessari. Il camionista deve attenersi alle tempistiche e molte volte non ha la libertà di prendersi una pausa;
  • è un lavoro duro: la lontananza da casa si fa sentire, soprattutto dopo parecchie settimane di viaggio. La legge non viene in aiuto al camionista se pensiamo che la Commissione Europea vuole introdurre una normativa per modificare l’orario di lavoro e diluire le ore di riposo su un periodo di quattro settimane invece che due.

La conseguenza è la prevedibile mancanza di personale, anche perché non avviene un cambio generazionale tra camionisti in età pensionabile e nuova forza lavoro: nei prossimi anni, infatti, gli autisti di mezza età anni di oggi saranno in (meritata) pensione, liberando posti di lavoro che non verranno occupati, così come verranno lasciati inutilizzati molti mezzi, generando un danno al settore degli autotrasporti.

 

Come trovare e mantenere nella propria azienda gli autisti

 

Garantire sicurezza e certezza del posto di lavoro

In cambio della dedizione e di un lavoro ben fatto, è importante dare un riconoscimento: oltre a garantire un compenso adeguato in busta paga, si deve anche promettere ai propri autisti un lavoro continuativo che non rischi di lasciarli a casa ma che, al contrario, permetta loro di lavorare in serenità con cadenza quotidiana.

 

Proporre corsi di aggiornamento

La domanda di camionisti sul mercato è più alta dell’offerta e questo permette agli autisti di essere più selettivi e di considerare in modo più critico i potenziali datori di lavoro e scegliere chi tra loro offre una prospettiva per il futuro migliore.

Proporre ai nuovi assunti corsi di formazione e di aggiornamento professionale dimostra un interesse da parte dell’azienda nell’investire su di loro.

 

Mettere a disposizione mezzi e strumenti all’avanguardia

Oltre a ridurre i costi dovuti ad una gestione approssimativa della flotta, gli strumenti migliori consentono di tenere sotto controllo anche la sicurezza dell’autista: il controllo da remoto permette di tenere sotto controllo le condizioni del mezzo e del carico e di intervenire tempestivamente in caso di pericolo o di anomalie.

Un automezzo all’avanguardia, invece, riesce a dotare il camionista dei migliori comfort, dal sedile allo schienale e ai supporti lombari ortopedici, per rendere il più comodo possibile il viaggio di chi deve percorrere intere giornate (e talvolta anche nottate) al volante.

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Pubblicato da Redazione in guida efficiente

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